La mia pressione

Si definisce ipertensione arteriosa uno stato costante e non sporadico in cui la pressione sanguigna risulta elevata, in più misurazioni e a distanza di tempo, rispetto a standard considerati normali. Il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari cresce con l'aumentare dei valori pressori. In Italia (dati dell'Istituto Superiore di Sanità) colpisce in media il 33% degli uomini e il 28% delle donne. L’uomo ha un rischio elevato di sviluppare la malattia intorno ai 30-40 anni. Nelle donne tale rischio, inferiore fino alla menopausa, si equipara a quello degli uomini dopo di essa. Sono diversi i fattori di rischio che possono determinare un aumento della pressione arteriosa: tra questi, vanno sottolineati lo stress, il sovrappeso, la sedentarietà, il consumo di alcool ed il fumo. Il fumo di sigaretta, in particolare, è un potente vasocostrittore, riduce l'ossigenazione dei tessuti e facilita la formazione di placche aterosclerotiche. Lo stress psichico influisce a tal punto sulla comparsa dell'ipertensione, da essere considerato il principale fattore causale. I danni indotti dal perdurare dell'ipertensione causano conseguenze piuttosto gravi per l'organismo, come danni a cuore, reni e cervello. Ischemie, infarti, insufficienza renale ed ictus possono essere dirette conseguenze, nel tempo, di una pressione arteriosa elevata. La riduzione della pressione può essere ottenuta con opportuni provvedimenti igienico-dietetici e con farmaci. Le misure igienico-dietetiche prevedono l’aumento dell’attività fisica, una corretta educazione e conseguenti abitudini alimentari, la riduzione del consumo di sale nei cibi. Questi provvedimenti devono essere combinati, se necessario, con la terapia farmacologia, di cui aumentano l’efficacia sia in termini di riduzione della pressione che del rischio cardiovascolare.

I Medici hanno a disposizione numerosi farmaci per il trattamento dell’Ipertensione. Essi possono agire con meccanismi vari. Aumentando l’escrezione di liquidi, dilatando i vasi in modo che il sangue possa scorrere più agevolmente, oppure farmaci che agiscono sul sistema nervoso, inibendo la produzione di sostanze che attivano meccanismi per cui si restringono i vasi. Il Medico sarà sicuramente in grado di prescrivere i farmaci adatti ad ogni singolo paziente, a seconda del quadro clinico.

Il mio colesterolo

Si tratta di un composto chimico che rappresenta il capostipite degli steroli. Nei tessuti animali, Il colesterolo è un costituente fondamentale delle membrane di tutte le cellule. La sua sintesi avviene nel fegato. Il colesterolo viene utilizzato dall’organismo anche per la sintesi degli ormoni sessuali e dei corticosteroidi. Viene escreto nella bile. Il colesterolo è da tempo riconosciuto come un importante componente della placca ateromatosa, una placca formata da grassi, proteine e tessuto fibroso che si forma nella parete delle arterie e configura il quadro dell'aterosclerosi, caratterizzata dall’irrigidimento e restringimento dei vasi con conseguente difficoltà di circolazione sanguigna . Anomalie del metabolismo del colesterolo, ed eccessi di colesterolo assunti con l’alimentazione, contribuiscono allo sviluppo dell'aterosclerosi. È stata dimostrata una correlazione tra la concentrazione di colesterolo ed incidenza di malattie vascolari e di cardiopatie coronariche in particolare, per cui la miglior forma di prevenzione della malattia aterosclerotica consiste essenzialmente nel mantenere sotto controllo i valori di colesterolemia (cioè la quantità di colesterolo nel sangue), sia attraverso un appropriato regime dietetico, relativamente povero di cibi ad alto valore di colesterolo e di grassi saturi (preferendo grassi vegetali a quelli animali e contenente, invece, un'ampia frazione di scorie e fibre), sia con l'osservanza di regole igieniche generali come controllo del peso corporeo, abolizione o riduzione del fumo ed alcolici, pratica di esercizio fisico.

In Italia, secondo i dati raccolti dal Progetto Cuore, che misura i fattori di rischio cardiovascolare in campioni di popolazione adulta (uomini e donne di età compresa fra 35 e 74 anni), il 21% degli uomini e il 23% delle donne è ipercolesterolemico (ha cioè il valore della colesterolemia totale uguale o superiore a 240 mg/dl, oppure è sotto trattamento specifico), mentre il 37% degli uomini e il 34% delle donne è in una condizione definita border line (colesterolemia totale compresa fra 200 e 239 mg/dl).

Nel caso in cui le misure dietetiche ed il cambiamento degli stili di vita risultassero insufficienti ad ottenere un soddisfacente controllo dei parametri lipidici, è possibile ricorrere a farmaci di provata efficacia e sicurezza. Essi possono agire secondo due meccanismi fondamentali, inibendo l’assorbimento del colesterolo oppure riducendone la sintesi. Il Medico sarà sicuramente in grado di prescrivere i farmaci adatti ad ogni singolo paziente, a seconda del quadro clinico.